Giochi Universitari Europei
Salerno 2026
18 luglio - 1° agosto

L’Università di medicina più antica del mondo

Quando si parla delle università più antiche d’Europa, il pensiero corre subito a Bologna, ma se si scava meglio, si scopre una storia che inizia molto prima, in un’epoca in cui la città era la capitale indiscussa della medicina occidentale.

 

Salerno in quel periodo non era solo una città di mare, ma la “Città di Ippocrate” e mentre nel resto d’Europa si cercava di guarire con la superstizione, qui si studiavano le piante, si traducevano testi antichi e – cosa rivoluzionaria per l’epoca – si permetteva alle donne, le celebri Mulieres Salernitanae come Trotula de Ruggiero, di insegnare e praticare la medicina.

 

Era la prima università del mondo in cui la scienza era libera, inclusiva e pratica.

 

Il mito della Scuola Medica Salernitana

Tutto ha inizio nell’VIII secolo d.C. Mentre gran parte d’Europa attraversava i cosiddetti “secoli bui”, Salerno brillava. Qui nacque la Scuola Medica Salernitana, un’istituzione sanitaria prestigiosissima che seppe fondere la sapienza antica greco-romana con le nuove esigenze del Medioevo.

 

Dopo la metà del IX secolo, con la nascita del Principato Longobardo, la Scuola divenne un vero e proprio centro di formazione capace di laureare medici. È proprio qui che Salerno lancia la sua sfida: collegando direttamente la medicina classica all’età medievale, molti storici sostengono che Salerno abbia il primato cronologico come insediamento universitario più antico d’Europa, superando anche Bologna.

Il riconoscimento del potere

Con il passare dei secoli, lo “Studio” salernitano non si limitò alla medicina, ma divenne un centro d’eccellenza anche per la Filosofia, la Teologia e il Diritto. La sua importanza fu tale da ottenere riconoscimenti dai più grandi sovrani:

 

  • 1231: Federico II ne riconobbe il valore giuridico nelle Costituzioni di Melfi.
  • 1280: Carlo d’Angiò concesse alla Scuola il suo primo statuto ufficiale.
  • 1359: La regina Giovanna diede valore legale alle licenze rilasciate agli studenti, rendendo Salerno finalmente indipendente dal “monopolio” di Napoli.

La caduta: da Università a "Real Liceo"

Il XIX secolo portò un’ondata di cambiamenti che rischiò di cancellare per sempre questa eredità. Nel 1811, Gioacchino Murat, nel riorganizzare l’istruzione del Regno di Napoli, decise di chiudere l’Università di Salerno, trasformandola in un “Real Liceo”. Nonostante il nome, si trattava di scuole universitarie d’alto livello, ma pur sempre dipendenti da Napoli.

 

Con l’Unità d’Italia, arrivò il colpo di grazia. Nel 1865, il governo sabaudo soppresse definitivamente le attività dello Studio Salernitano per uniformare il sistema scolastico nazionale. Il celebre Convitto del Liceo divenne il Liceo-Ginnasio “Torquato Tasso”, e per Salerno iniziò un lungo silenzio accademico.

La rinascita: un secolo dopo

Bisognerà aspettare quasi cento anni per vedere Salerno riprendersi il suo titolo. La rinascita iniziò nel 1944 con la creazione dell’Istituto universitario di Magistero, fortemente voluto da Giovanni Cuomo. Quell’istituto divenne statale nel 1968, segnando la nascita ufficiale dell’Università degli Studi di Salerno (UNISA).

 

Da quel momento, la crescita è stata inarrestabile:

 

  • Anni Settanta: nascono le facoltà di Lettere, Economia, Scienze e Giurisprudenza.
  • Anni Ottanta e Novanta: si aggiungono Ingegneria, Farmacia, Scienze Politiche e Lingue.
  • 2006: il cerchio si chiude con l’istituzione della facoltà di Medicina e Chirurgia, riportando Salerno alle sue radici dell’VIII secolo.

Salerno oggi: un'eccellenza contemporanea

Oggi l’Università di Salerno non è più confinata tra i vicoli del centro storico, ma respira nei grandi spazi del Campus di Fisciano, uno dei più moderni e organizzati d’Italia.

 

Dalle pergamene medievali ai laboratori di alta tecnologia, la storia di Salerno insegna che le istituzioni possono essere chiuse per decreto, ma la vocazione alla conoscenza di una città è impossibile da soffocare.

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